Differenze e sinergie tra Lean Startup e Design Thinking

Molto spesso vengono confusi. In realtà Design Thinking e Lean Startup operano su due momenti distinti dello sviluppo di un’idea di business. Il Design Thinking agisce sull’ideazione di una possibile soluzione ad un bisogno di un utente/cliente. Il Lean Startup opera invece sul ciclo di validazione dell’idea.

Una delle critiche che vengono rivolte alla metodologia Lean è proprio il fatto di non possedere strumenti concettuali per l’ideazione di un’idea creative (ad esempio come sviluppare idee per realizzare il MVP). In effetti, tanto Eric Ries quanto i suoi successori teorici non hanno integrato nel framework del Lean Startup modelli di ideazione e creazione di idee per soluzioni di prodotto.

Il Design Thinking colma questa lacuna. Ideato e proposto da Tim Brown, CEO di IDEO, il Design Thinking si è diffuso a partire dai primi anni dopo il 2000. Il Design Thinking Parte da un assunto non molto differente dal Lean. Ovvero che lo sviluppo di idee di business deve partire dal cliente e non arrivarci a fine corsa.

Tim Brown ha scritto: “Il Design Thinking è un approccio all’innovazione finalizzato a integrare i bisogni delle persone con le possibilità offerte dalla tecnologia”. Il modello del Design Thinking prevede un framework a 5 fasi: “empatizza”, “definisci”, “idea”, “crea”, “testa”.

In pratica, il Design Thinking suggerisce una disciplina di sviluppo di soluzioni e prodotti per il mercato che parte da un ascolto attento del consumatore (empatizza) che si realizza attraverso interviste e dialoghi con lo stesso. Questa parte si perfeziona (definisci) con un’analisi del contesto per comprendere meglio il mercato (analisi dei competitor, analisi del consumatore, buyer personas, etc). A questa fase segue quella della ideazione (idea) dove con vari metodi vengono generate idee creative di soluzioni per i problemi identificati dai consumatori (idea) e poi priorizzate. La fase seguente è quella della prototipazione e poi si conclude con i test.

Queste ultime due fasi sono simili al “Ciclo Lean” (build>measure>learn). Se non per il fatto che nel Design Thinking la prototipazione segue metodi meno stringenti. Il prototipo deve essere più incentrato sul rispetto della user experience del prodotto finale che non sul testare l’ipotesi di business fondamentale (ovvero capire se il cliente è disposto a spendere per avere il prodotto/servizio). E la fase di test è più incentrata più sulla “accettabilità” e “utilizzabilita’ del prodotto/servizio che non sulla validazione imprenditoriale.

Al di là delle differenze. Se pensiamo allo sviluppo di un’idea di business come ad un funnel dove all’inizio si trova la parte di ascolto del mercato, generazione dell’idea di business, prioritizzazione delle idee creative. E sulla parte finale si trova invece la realizzazione di un prototipo di business e la sua misurazione sul mercato, allora potremmo pensare al Design Thinking come al complemento del Lean che permette di sviluppare idee creative ben strutturate intorno ad un’idea di usabilità e accettabilità. E potremmo pensare a questi elementi come requisiti standard di un’idea di business che poi dovra’ essere testata con i crismi della metodologia Lean

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Pierluigi Casolari CEO YoAgents

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