Le origini del “metodo lean startup”

Il metodo “Lean Startup” nasce da alcune idee e spunti che lo hanno preceduto e che hanno fortemente influenzato il suo padre fondatore Eric Ries. La prima influenza è stata l’esperienza professionale di Eric Ries come startupper e imprenditore. Negli anni 2001-2004 Eric Ries fa parte del team che fonda uno dei primi “massive online virtual worlds”, There.com. Il progetto nasce in grande stile, con grandi ambizioni e con enorme disponibilità di fondi. Nonostante tutto questo dopo pochi anni e decine di milioni di dollari investiti nel migliore dei modi il progetto fallisce. 

Dopo il fallimento di There.com, nel 2004 Eric insieme ad alcuni imprenditori ci riprova e lancia un progetto in qualche simile, IMVU (più una “chat 3D” che un “online massive virtual world”). Ries ha alle spalle un fallimento clamoroso e ragiona sulle ragioni del fallimento. Analitico e perspicace, Ries capisce che la causa del fallimento è stata l’avere avuto un piano di sviluppo prodotto estremamente dettagliato senza essersi mai confrontati con il mercato. Gli ingegneri creavano un prodotto estremamente articolato e i marketing lo comunicavano all’esterno, ma senza coinvolgere direttamente gli utilizzatori in fase di progettazione e ideazione, senza mai capire veramente se il mercato desiderasse un prodotto del genere.

La seconda influenza parte ancora dall’esperienza professionale di Eric Ries. Nei mesi di lancio di IMVU incontra Steve Blank personaggio di spicco della Silicon Valley. Imprenditore di successo, docente alla Stanford e investitore. Steve investe in IMVU e fa da coach a Eric. In quegli anni Steve Blank aveva elaborato una sua teoria per la gestione delle startup chiamato “Customer Development”. Approccio incentrato sull’idea che l’aspetto più importante nella creazione di una startup non è il prodotto, ma la creazione di una soluzione efficace per un problema di un segmento del mercato. In pratica secondo il “Customer Development” una startup nasce cercando di monetizzare un problema di un determinato gruppo di persone. L’attività di customer development non è altro che l’applicazione di un metodo rigoroso per individuare un problema, ideare potenziali soluzioni, migliorarle nel tempo e promuoverle al consumatore finale. L’influenza di Blank su Eric è gigantesca. In IMVU egli cerca di applicare il customer development, affinandolo.

La terza influenza del “Lean Startup” è l’approccio manageriale applicato in Giappone negli anni 70, il “lean manufacturing” un approccio che che Eric ha studiato con profondità negli anni di IMVU e che ruota intorno a 3 capisaldi . Il primo è che il valore di un prodotto o di un servizio è definito dal consumatore (un prodotto servizio non ha valore di per sè). In secondo luogo, il lean manufacturing sostiene che le unità produttive devono organizzarsi in processi e non in funzioni o dipartimenti. E infine che l’obiettivo di un business è inseguire la perfezione tramite miglioramenti progressivi (e non cambiamenti strategici).

Queste 3 influenze importantissime si organizzano nella mente di Eric in un pensiero nuovo e rivoluzionario che viene portato alla luce nel 2008 con i primi articoli dedicati al “Lean Startup”. Dalla sua esperienza di fallimento ricava l’idea che un’idea di business non può svilupparsi senza un’interazione costante con il mercato, da Steve Blank ricava gli spunti metodologici per focalizzare la gestione della startup sulla soluzione di problemi dei consumatori. E dal “lean manufacturing” ricava la fondamentale idea che gli esperimenti e i continui miglioramenti rappresentano il cuore del processo interno di una startup

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Pierluigi Casolari CEO YoAgents, Imprenditore

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